Milano: sorpasso degli stranieri a scuola

15 Marzo 2013

lorem Uno studio condotto dall'Ismu registra un alto tasso di iscrizioni di stranieri in 55 istituti nella Lombardia. Riguardano bambini nati qui inseriti dall'asilo e ragazzi arrivati in Italia già adolescenti, con il ricongiungimento delle famiglie. E ci sono scuole in cui sono addirittura più numerosi degli italiani. Si va dalle elementari «multietniche» di via Paravia, di via Dolci, dell'istituto Casa del Sole, fino alle superiori, tutti istituti tecnici e professionali, dal Bertarelli, al Marignoni, al Caterina da Siena, e poi ci sono i corsi serali, dove gli iscritti stranieri arrivano fino all'8 per cento, per esempio nelle classi del Giorgi e del Bertarelli. I dati sono in crescita. In Lombardia, come nel resto d'Italia. E non era scontato. Perché arrivano meno immigrati e molti vanno via per effetto della crisi. Ma quelli che rimangono sono sempre più radicati, mettono su famiglia o si ricongiungono con moglie e figli. Così il Rapporto del ministero dell'Istruzione con la Fondazione Ismu (presentato ieri mattina a Milano) registra che in un anno, gli alunni stranieri in Italia sono aumentati del 45,6 per cento ed è cresciuta sensibilmente la cifra dei nati in Italia: 44,2 per cento. Soprattutto in Lombardia gli studenti stranieri nati in Italia sono ormai la maggioranza . Nelle scuole materne addirittura otto su dieci, e nei prossimi anni il dato crescerà anche alle medie e alle superiori. Gli alunni stranieri sono concentrati spesso negli stessi istituti, frequentano le scuole di zona dei quartieri multietnici. Ormai gli stranieri superano gli italiani in 415 scuole del Paese, dieci in più dell'anno scorso. È Milano la provincia con il maggior numero di scuole dove gli italiani sono in minoranza. Di questi cinquantacinque istituti ventidue sono materne, diciannove elementari, otto medie e sei superiori (ma nessun liceo). Alle primarie la maggioranza degli alunni stranieri è nata qui, tanti arrivano dalle nostre scuole materne e dagli asili nido, parlano italiano senza problemi. Ma la situazione è diversa alle superiori. Fra i più grandi ci sono anche i «nuovi arrivati» per via dei ricongiungimenti. Molti di questi ragazzi hanno il problema della lingua e dell'inserimento. «Con questi studenti serve più attenzione e più risorse " spiega l'assessore comunale all'Istruzione, Francesco Cappelli, ex preside alla «multietnica» Casa del Sole in pensione dal 2011 :"Bisogna organizzare i corsi di italiano e servono i mediatori, anche più d'uno in ogni istituto ed evitare la dispersione scolastica, molto più alta fra gli studenti non italiani». Numeri e riflessioni, ieri, alla presentazione del dossier Ismu hanno portato alla conclusione che le scuole con prevalenza di stranieri sono un fenomeno ancora contenuto ma bisogna, attraverso politiche adeguate, intervenire in questi istituti di maggiore concentrazione per evitare che diventino ghettizzanti.

Stefania Casamichele

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