La formazione professionale: trait d'union tra imprese e lavoratori

02 Maggio 2013

lorem In occasione del Primo Maggio, Enrico Letta, neo eletto Presidente del Consiglio dei Ministri, ha ribadito che crescita e lavoro sono le priorità del suo Esecutivo:
"l'occupazione è il cuore di tutto, se noi non riusciamo su questo sono sicuro che non ce la faremo". Aggiunge ancora :"Il successo o il fallimento del governo dipende dalla capacità di superare l'incubo della disoccupazione" e punta sull'apprendistato, quale importante strumento formativo del lavoratore, e la flessibilità nei rapporti di lavoro ritenendo la riforma Fornero inadeguata per una fase recessiva come quella che attualmente stiamo vivendo.
Le affermazioni di Letta hanno immediatamente suscitato la reazione dei sindacati che temono un allentamento delle garanzie introdotte dalla riforma.
Auspicabile in questa fase e 'un largo ricorso alla formazione, quale strumento efficace contro la disoccupazione giovanile, che, avvalendosi del supporto del mondo delle imprese, possa servire a creare delle figure professionali corrispondenti a quelle realmente ricercate dalle aziende e rimuovere in tal modo il disallineamento presente tra domanda e offerta di lavoro.
In attesa di nuove politiche di formazione, orientamento e lavoro, è necessario che i giovani vengano consigliati e indirizzati nei percorsi formativi affinché si riducano i rischi di rimanere senza lavoro e riescano ad orientarsi nella giungla delle informazioni.
Da Una ricerca Unioncamere si evince che un diplomato su due non è idoneo al lavoro e che, invece, un tecnico su quattro risulta introvabile. I titoli più ricercati dalle imprese ma di difficile reperibilità sono: il termoidraulico, i diplomati tecnici nell'abbigliamento e moda e gli elettrotecnici che, uniti a meccanici ed elettronici, compongono la richiesta di meccatronici difficili da trovare. L'Osservatorio nazionale dei cento distretti italiani che raccolgono piccole e medie imprese che esportano e soffrono meno la crisi, rivela esplicitamente la carenza di profili professionali adeguati. Infatti il 63% dei candidati risulta inadeguato.
La soluzione sta nell'offerta formativa post-diploma. Creare più Its (Istituti tecnici superiori), che ad oggi ammontano a non poco più di un centinaio, permetterebbe l'adeguamento di molti diplomati grazie a un super-diploma sul modello vincente della Germania (Fachhochschule), un sistema che coinvolgerebbe imprese e territori.
I settori vanno dalla mobilità sostenibile al Green, dalle professioni digitali alle professioni tecniche di moda, design, calzature, alla meccanica e alle biotecnologie.
Nell'ottica di un futuro basato su eccellenze e competenze, non solo nel lavoro dipendente, ma anche e soprattutto su quello autonomo e indipendente, l'Italia dovrà aumentare il proprio capitale umano, di conoscenze e competenze, sia dei diplomati che dei laureati. Infatti tra gli occupati solo il 18% ha la laurea, contro il 30% della media europea, di gran lunga inferiore all'obiettivo del 40% da raggiungere entro il 2020. Il problema non è solo se laurearsi, ma anche quale laurea dover scegliere per non rischiare di arricchire la schiera dei disoccupati cronici.
Per esempio, i laureati più premiati nel mercato del lavoro sono quelli che hanno seguito i corsi di laurea in medicina (comprese le lauree sanitarie, triennali e quinquennali, che creano specialisti in diversi ambiti, dalla logopedia alla dietologia, dalle scienze infermieristiche alle professioni riabilitative), in economia aziendale e statistica e nelle ingegnerie, che superano il 90% dell' occupazione globale.
In alternativa, dopo il diploma, titolo minimo obbligatorio, non c'è solo l'università, ma anche la opportunità per ognuno di arricchire le proprie skill attraverso una buona formazione professionale, che dovrebbe essere somministrata attraverso una stretta sinergia tra aziende ed enti di formazione. A questi ultimi il delicato compito di fare da "trait d'union" tra domanda e offerta in termini di informazione/formazione, veicolando e formando i giovani verso impieghi e professioni di successo, nel rispetto delle caratteristiche ed aspirazioni di ognuno.

Stefania Casamichele

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