Emergenza lavoro: oggi Letta a Bruxelles e Giovannini al tavolo con le parti sociali

22 Maggio 2013

lorem Oggi primo vertice europeo per Enrico Letta a Bruxelles:" L'Italia va con la schiena dritta a trattare nel nome degli interessi del nostro Paese" riferisce il neo presidente del Consiglio. Al Consiglio Europeo Letta presenterà una richiesta, frutto di una risoluzione votata a larga maggioranza dal Senato, rivolta alla Ue riguardanti misure immediate per combattere la disoccupazione giovanile e strategie per la crescita, sottolineando all'UE come siamo stati bravi nell' assumere l'impegno del risanamento dei conti rispetto ad altri Paesi dell'Unione. Si auspica un risultato pieno e concreto al Consiglio europeo di giugno sulle politiche per l'occupazione giovanile, priorità assoluta per il governo, e al cui proposito Letta annuncia una lettera al presidente Van Rompuy, partendo dal presupposto che «l'Unione non può avere futuro se non dà speranza a chi deve realizzarlo».L'obiettivo di Letta sarà quello di incassare dalla Commissione l'uscita dalla procedura di deficit eccessivo e ottenere il via libera per una serie di investimenti produttivi per il 2014. Un'operazione che permetterebbe all'esecutivo di accantonare circa 12 miliardi, necessari per rilanciare investimenti pubblici e trovare soluzioni per combattere la disoccupazione. E proprio il lavoro è il primo obiettivo da raggiungere per il governo. E soprattutto l'obiettivo è il lavoro giovanile con una disoccupazione da ridurre di almeno otto punti.

Anche il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, si siederà oggi al tavolo con sindacati e i rappresentanti delle imprese. Al primo posto dell'agenda l'occupazione giovanile puntando in primo luogo sulla staffetta generazionale. In ballo, inoltre, uscite flessibili a 62 anni per risolvere il nodo degli esodati. Inoltre il bisogno di dare incentivi alle imprese che assumono giovani. Un piano che andrebbe a braccetto con quello Youth Guarantee, progetto europeo mirato alla formazione e all'impiego degli under 25, appena varato da Bruxelles. Un piano che vale quattro milioni per l'Italia. Altro nodo cruciale sul tavolo del governo è quello dell'Iva. Ma l'esecutivo, sembra aver già manifestato l'intenzione di lasciare l'aliquota al 22 per cento, così come previsto dai tecnici di Mario Monti.
Sul piano del lavoro Il ministro promette di voler introdurre misure rivolte:
• ad agevolare la flessibilità nell'entrata nel mondo del lavoro,
• rafforzare l'apprendistato,
• incentivare le assunzioni a tempo indeterminato attraverso misure di defiscalizzazione e altre forme di abbattimento del costo del lavoro;
• ed ancora, mettere mano all'aumento dell'1,4% del costo contributivo dei contratti a tempo oltre che alla loro indeducibilità ai fini Irap, se ciò si tradurrà in un accorciamento dei tempi per i rinnovi, nella definizione di una quota certa per i contratti flessibili rispetto al totale dei lavori a tempo indefinito;
• nella liberalizzazione dei rapporti a termine dal c.d. "causalone", legato alla improrogabilità oltre 12 mesi del contratto e il tempo massimo di fruizione di 36 mesi compresi i periodi di lavoro a somministrazione. Proprio questo aggravio dei costi contributivi ha fatto precipitare il ricorso al lavoro intermittente (crollato del 22,1% nel dato Isfol del quarto trimestre 2012). Strumento, invece,che andrebbe a colmare gli spezzoni di lavoro disponibili sul mercato, altrimenti destinati a non essere mai trasformati in impieghi produttivi;
• Quanto ai servizi per l'impiego, si crede poco all'utilità di una "infornata" di assunzioni di personale pubblico proposto da alcuni parlamentari come mossa pseudo-keynesiana per "creare lavoro con chi deve creare lavoro".
Su quest'ultimo punto ci sono pareri contrastanti tra chi guarda con favore un potenziamento degli attuali uffici provinciali per l'impiego, e chi, invece, ritiene tali uffici delle unità burocratiche per nulla in grado di gestire la promozione, l'orientamento e la collocazione di chi cerchi il primo impiego o di chi sia disoccupato e vede, pertanto, di buon occhio incanalare l'azione di politica attiva in capo alle agenzie di somministrazione che sino ad oggi svolgono , con successo, attività di orientamento, collocamento e formazione e avrebbero anche l'interesse a svolgere al meglio questo compito per il semplice fatto che è il loro core business.

Stefania Casamichele


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