esito referendum del 26 maggio: Bologna dice no alle scuole private

28 Maggio 2013

lorem L'esito finale del referendum, a Bologna, sul finanziamento di un milione di euro da parte del comune alle scuole materne private, ha visto vincere il no con il 59 per cento dei voti, mentre i favorevoli alla prosecuzione del sistema attuale ha avuto una percentuale del 41 per cento. "Quello che emerge dalle urne è un risultato del quale l'amministrazione comunale bolognese dovrà tenere conto, entro tre mesi, essendo obbligata a deliberare in merito"dichiara Il comitato 'Articolo 33', che ha promosso il voto consultivo sui fondi alle paritarie dell'infanzia di Bologna. L'esito del referendum rappresenterebbe, secondo il comitato, un forte messaggio mandato a tutto il paese: "La scuola di tutti, laica e gratuita, è un bene comune e deve rimanere un diritto come sancito dalla nostra Costituzione".
I referendari in una nota spiegano: "La scuola pubblica ha vinto il referendum nonostante una larga alleanza di forze politiche ed economiche abbia sostenuto l'opzione B con tutto il proprio peso. I cittadini, invece, hanno colto lo spirito democratico e propositivo di questo appuntamento e hanno difeso la scuola pubblica con il proprio impegno e la propria partecipazione, per rilanciarla come una priorità della politica". La palla adesso torna in mano al sindaco Virginio Merola che nei giorni scorsi, nel corso della campagna elettorale, si è scontrato duramente con Nichi Vendola, alleato di maggioranza in giunta comunale, dal quale, in occasione del referendum, si è visto diviso dalla consultazione. Merola aveva dichiarato che, qualsiasi fosse stato il risultato, non avrebbe fatto cambiare direzione all'amministrazione. A Bologna le scuole materne statali sono il 17%, quelle comunali il 60% e quelle private il 23% (27 in tutti) alle quali il Comune destina un milione di euro, il 2,8% delle risorse accantonate per la fascia 3/6 anni, pari a circa 600 euro a bambino all'anno, ovvero il 9% del costo sostenuto dal pubblico per ogni bambino inserito nella scuola comunale. Le private accolgono oltre 1.700 bambini (il 21% di quelli accolti nell'intero sistema comunale) e vi lavorano complessive 200 persone, di cui 130 docenti. E' vero che l'esito del referendum delinea la scelta dei cittadini nel privilegiare la scuola pubblica, ma è anche vero che tale scelta potrà soddisfare in concreto le aspettative dei bolognesi che si sono espressi attraverso il referendum, solo nel momento in cui la scuola pubblica riesca a fornire i servizi differenti offerti dalla scuola privata, diretti a soddisfare esigenze particolari presenti in alcune famiglie, quali orari più lunghi, mancanza di sospensione delle lezioni per motivi di sciopero o assemblee sindacali. Circostanze che, non conciliabili con i propri orari di lavoro. di fatto, pongono molti genitori in forte difficoltà.

Stefania Casamichele

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