Il futuro secondo CGIL: 63 anni per tornare ai livelli occupazionali del 2007

04 Giugno 2013

lorem l'Ufficio economico della Cgil ha effettuato uno studio sui livelli occupazionali pronosticando che,con la ripresa annunciata per il 2014, l'Italia impiegherà tredici anni per tornare al livello del Pil del 2007. E 63 anni per ritrovare lo stesso livello occupazionale
Nello studio sono state simulate alcune ipotesi di ripresa tenendo conto delle attuali tendenze e senza prevedere variazioni significative di politica economica, sia nazionale che europea, dimostrando in tal modo che urge necessariamente partire dal lavoro per produrre crescita economica. Lo studio parte dal presupposto che dal 2008 il Pil perde mediamente 1,1 punti percentuali ogni anno mentre i posti di lavoro sono diminuiti di oltre 1,5 milioni rispetto al 2007. I salari lordi perdono lo 0,1% ogni anno (quelli netti lo 0,4%), la produttività è mediamente negativa del -0,2%, così come gli investimenti diminuiscono in media di 3,6 punti l'anno. Questo quadro di riferimento tiene conto delle previsioni macroeconomiche dell'Istat, a prescindere dalla congiuntura internazionale, e calcola di conseguenza quanto tempo ci vorrà ancora per recuperare il livello pre- crisi e parlare di conseguenza di "ripresa".
La ripresa calcolata dall'Istat, ovvero moltiplicando nel tempo il tasso previsto per il 2014 (pari a un +0,7%) fino a raggiungere il livello 2007, dallo studio della Cgil emerge che il livello del Pil pre-crisi verrebbe recuperato nel 2026 (in 13 anni dal 2013): il tempo necessario per colmare il gap di 112 miliardi tra il Pil del 2014 (1.380 miliardi) e del 2007 (1.492 miliardi). Il livello occupazionale, invece, soltanto nel 2076 (in 63 anni dal 2013), tornerebbe alle 25.026.400 unità di lavoro standard registrate nel 2007 dalle 23.531.949 emerse nel 2014 (-1.494.451 la differenza). Secondo i dati risultanti il livello dei salari reali non verrà mai recuperato: «in confronto con l'inflazione effettiva, cioè il deflattore dei consumi, la variazione è negativa nel 2014», spiega lo studio. Il livello di produttività, invece, verrebbe recuperato nel 2017 (in 4 anni dal 2013) e quello degli investimenti nel 2024 (11 anni dopo il 2013).
Lo studio della Cgil calcola anche la perdita di crescita generata dalla crisi, ovvero il livello potenziale di crescita che si sarebbe registrato nel caso in cui la crisi non ci fosse mai stata, e che è pari a 276 miliardi di euro di Pil (in termini nominali oltre 385 miliardi, circa il 20% del Pil).

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