XVII congresso CiSL 2013. Come Nemo , governo e parti sociali verso un unico obiettivo: il lavoro.

14 Giugno 2013

lorem In occasione del XVII congresso confederale della CISL tenutosi ieri 13 giugno, il presidente del consiglio Enrico Letta ha evidenziato l' impegno dell'esecutivo a lottare contro la recessione partendo dall'emergenza occupazione: "Se non c'è il lavoro, il Paese non si salva: e l'impegno che io mi prendo qui con voi è di lavorare incessantemente per rimettere il lavoro al centro di tutte le politiche del governo". Il premier richiama la metafora del pesciolino Nemo che, alla fine di una lunga ricerca, ritrova il papà. Ma, insieme ad un branco di pesci molto grandi, finisce però intrappolato nelle reti di un peschereccio. Ognuno si dibatte per conto proprio, ma da solo nessuno riesce a salvarsi. Nemo riesce a far capire a tutti quei pesci che se sbattono ognuna in una direzione diversa non si sarebbero salvati. Invece se spingono tutti insieme nella stessa direzione, sarebbero riusciti a rompere la rete e a salvarsi. E così Letta conclude la metafora: "Se non remiamo tutti insieme nella stessa direzione, i problemi enormi che abbiamo non li risolveremo mai". L'Italia, ha detto il premier, "si salva se facciamo le riforme, se abbassiamo il peso del fisco che colpisce in modo asimmetrico, e se mettiamo al centro di tutto il lavoro: ci sono delle priorità, e la priorità è creare lavoro". Ed ancora: "È necessario farlo nelle modalità giuste, cercando di spingere il lavoro di qualità, a tempo indeterminato, cercando di lavorare perché quel cuneo fiscale che è la zavorra del nostro Paese per chi assume e per chi lavora". Non si può fare certo tutto ma, tra le cose da fare, per Letta, la priorità è in assoluto il lavoro. Piena condivisione di quanto affermato da Letta da parte del leader della Cisl, Raffaele Bonanni che, nel suo intervento fa leva su uno choc fiscale per rilanciare consumi e investimenti: "Bisognerà attendere il Consiglio Europeo di fine giugno per sapere se il prossimo anno ci sarà una maggiore flessibilità per l'Italia nel rientro del deficit - dice Bonanni - ma per noi una cosa è chiara: per questo 2013 le risorse per gli interventi urgenti dobbiamo trovarle all'interno dell'attuale bilancio. E diciamo subito che le decisioni non potranno essere calate dall'alto, senza un confronto sociale». Solo se il governo, ammonisce Bonanni " porterà risultati concreti alle persone, si potrà rispondere anche all'astensionismo, alla pericolosa sfiducia che c'è oggi nel paese nei confronti dei partiti e delle istituzioni". Le parti sociali, prosegue Bonanni, "sono pronte a fare la loro parte. Tocca ora al governo e alle forze politiche assumere le iniziative necessarie per far uscire il paese dalla crisi. La situazione economica e sociale è al limite del collasso. Nel 2012 quasi un milione di famiglie hanno vissuto senza alcun reddito. La disoccupazione ha raggiunto cifre agghiaccianti. La cassa integrazione viaggia ormai sopra i cento milioni di ore mensili. Dobbiamo insistere ancora di più nella diffusione dei contratti di solidarietà. Ma dobbiamo trovare anche altre risorse per il finanziamento degli ammortizzatori in deroga, per gli esodati, i non auto-sufficienti, i precari della pubblica amministrazione e della scuola, i tantissimi giovani senza lavoro". Per questo «saremo a Piazza San Giovanni il prossimo sabato 22 giugno insieme a CGIL e UIL. Sarà una manifestazione di protesta ma soprattutto di proposte. L'obiettivo che indichiamo è uno choc fiscale finalmente positivo, un taglio forte delle tasse per rilanciare consumi e investimenti». Un altro risoluto appello al governo perchè si «agisca con tempestività e in profondità» giunge anche dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli che durante l'assemblea dell'associazione, si dichiara contro l'aumento dell'IVA prevista per luglio: "Sarebbe come gettare della benzina sul fuoco della recessione», dichiara Sangalli, «l'impatto di questo aumento sui consumi, sulla crescita e sull'occupazione sarebbe benzina su un fuoco ancora ardente, visto che consumi, crescita e occupazione picchiano già al ribasso da ormai troppo tempo" .Il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, si difende dai fischi e insulti della platea riferendo: «Non è che non lo voglia fare ma non lo posso promettere», manifestando chiaramente la propria volontà di fare di tutto per impedire l'aumento dell'IVA ma non assicura di poterci riuscire. Gli esiti di un indagine condotta da Confcommercio-Cer presentati in assemblea, mostrano come i consumi non sono mai andati così male in 70 anni di vita della Repubblica e il potere d'acquisto recupererà solo nel 2036. Ogni famiglia italiana ha registrato, in media, una riduzione del proprio potere d'acquisto di circa 3.400 euro e nel primo trimestre 2013, sono cessate 40 mila imprese. Sangalli ammonisce: «se chiudono le imprese chiude l'Italia». Adesso non rimane che attendere le determinazioni che in queste ore verranno prese a Roma, in seno al Vertice del Lavoro presieduto dai ministri del lavoro e dell'economia di Francia, Italia, Spagna e Germania, dalle quali dipenderanno le prossime manovre dell'esecutivo in tema di rilancio dell'occupazione giovanile e sgravio fiscale per le imprese. Stefania Casamichele

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